Check-up assicurativo gratuito: perché l’agente fa domande

Come funziona il check-up assicurativo gratuito di un’agenzia

Consulenza personalizzata

Cosa succede durante l'incontro?

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Chi prenota un check-up assicurativo gratuito spesso si aspetta che l’agente guardi le polizze e proponga qualcosa. Poi si ritrova a rispondere a domande su età, lavoro, famiglia, salute e coperture che ha già, e si chiede a cosa servano. La risposta è semplice: senza queste informazioni nessun intermediario può capire di quale protezione hai bisogno, e la normativa gli chiede di raccoglierle prima di proporre un contratto. Qui trovi cosa succede durante l’incontro, passo per passo, e cosa accade se a qualche domanda preferisci non rispondere.

Cos'è un check-up assicurativo gratuito?

l'incontro

È un incontro con un intermediario in cui si mette a fuoco la tua situazione e si verifica se le coperture che hai sono adatte. Non è la legge a renderlo gratuito: è una scelta dell’agenzia. Come indicato nel MUP di Z & P Assicurazioni (Modulo Unico Precontrattuale, il documento informativo consegnato prima del contratto), la remunerazione dell’attività di distribuzione può consistere in una commissione inclusa nel premio, cioè nella somma che paghi per la polizza, percepita dall’impresa. Durata e modalità dell’incontro vanno chieste direttamente all’agenzia.

Come si svolge un check-up in agenzia?

Di norma in tre fasi: raccolta delle informazioni su di te, analisi delle polizze che hai già, poi una proposta coerente oppure nessuna proposta, se sei già coperto in modo adeguato. Le regole sulla distribuzione valgono per tutti i canali: imprese, agenti, broker, banche e uffici postali. Il percorso descritto qui, quindi, non è un’abitudine di una singola agenzia ma il modo in cui chiunque distribuisca polizze deve lavorare. Ogni agenzia, poi, organizza l’incontro a modo suo.

Primo passo: le domande su di te

Il cuore del check-up è il colloquio. Il Regolamento IVASS 40/2018, il testo con cui l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, l’autorità che controlla il settore) disciplina la distribuzione delle polizze, indica le informazioni da raccogliere se pertinenti:

  • età e stato di salute;
  • attività lavorativa;
  • nucleo familiare;
  • situazione finanziaria e assicurativa;
  • aspettative su copertura e durata;
  • coperture già in essere.

Non sono domande per curiosità: chi ha figli piccoli ha esigenze diverse da chi vive da solo, e un lavoratore autonomo è esposto a rischi diversi da quelli di un dipendente.

Secondo passo: la lettura delle polizze che hai già

Le coperture in essere servono a evitare doppioni e a scoprire i vuoti. L’agente guarda cosa è assicurato, il massimale, cioè la cifra massima che la compagnia paga per un sinistro, e la franchigia, la parte del danno che resta a tuo carico. Un massimale basso rispetto a ciò che rischi, o una franchigia di cui non ti eri accorto, sono proprio le cose che un check-up fa emergere. Anche le polizze stipulate altrove fanno parte del quadro.

Terzo passo: una proposta coerente, o nessuna

Qualsiasi contratto proposto deve essere coerente con le tue richieste ed esigenze. Se risulti già coperto, l’esito può essere non proporre nulla. Se una proposta arriva, prima della firma ricevi le informazioni sull’intermediario: dati essenziali, attività svolta, possibili conflitti di interesse, forme di tutela e remunerazioni. Le condizioni dipendono sempre dalla singola polizza e vanno discusse caso per caso con l’agente.

Perché l'agente chiede età, lavoro e famiglia?

Perché deve farlo: prima del contratto, chi distribuisce polizze deve acquisire ogni informazione utile a identificare le tue richieste ed esigenze e a valutare se il contratto è adatto. Lo prevede l’articolo 119-ter del Codice delle Assicurazioni Private, e l’articolo 58 del Regolamento IVASS 40/2018 chiede di farlo prima della sottoscrizione della proposta. Una presentazione IVASS del 2019 chiama questa raccolta demands and needs test, cioè verifica di richieste ed esigenze: serve a proporti contratti coerenti, perché tu decida in modo informato.

Che differenza c'è tra vendita con e senza consulenza?

Senza consulenza ricevi una proposta coerente e informazioni oggettive sul contratto; con consulenza ricevi anche una raccomandazione personalizzata che spiega perché quel contratto è ritenuto il più indicato per te. Le domande iniziali servono in entrambi i casi. Per i prodotti di investimento assicurativi, detti IBIP (polizze vita con una componente finanziaria), le modifiche del 2020 hanno aggiunto una dichiarazione con cui il distributore attesta che il prodotto risponde alle tue esigenze. All’inizio puoi chiedere quale modalità ti viene offerta.

Cosa succede se non voglio rispondere?

Puoi rifiutare, ma il rifiuto deve risultare da una dichiarazione che firmi, con l’avvertenza che questa scelta pregiudica la capacità di individuare il contratto adatto. È una tutela: mette per iscritto che una proposta costruita con poche informazioni rischia di non corrispondere ai tuoi bisogni. Se una domanda ti mette a disagio, chiedi all’agente a cosa serve per la copertura di cui state parlando: le informazioni vanno raccolte solo se pertinenti.

Un check-up con Z & P Assicurazioni

Se hai polizze sottoscritte negli anni senza sapere bene cosa coprono, o se nella tua vita è cambiato qualcosa, dal lavoro alla famiglia, un check-up è l’occasione per rimettere ordine. Con Z & P Assicurazioni si parte da te: le risposte che dai sono la base per capire se e dove sei coperto. Ogni caso va valutato sulla singola polizza, per questo è utile parlarne con l’agenzia, a cui puoi chiedere anche come prenotare l’incontro.

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